Saddam e l'Iraq (una occasione persa per partire bene)

E' davvero un peccato!
No, non sarò l'ennesimo a far credere che Saddam Hussein non fosse poi così malvagio.
Era un pazzo, un omicida e un pessimo statista.
Detto questo....era un uomo.
Terminando la vita di questo uomo, l'Iraq, che è una nazione sovrana e non ha bisogno di ingerenze esterne, ha tuttavia perso una importante occasione, quella di distinguere il sangue del passato alla democrazia odierna.
Si è voluto voltare pagina con la storia, ma la grafia è la stessa, i colori gli stessi, il rosso del sangue.
Sarebbe stato bello iniziare la nuova storia dell'Iraq semplicemente dicendo "Sei un criminale e sconterai in prigione a convivere con i tuoi spettri la tua vita restante". Così Saddam ha potuto assaporare, se lo ha fatto, solo il timore della morte, ma esame di coscienza in tempi così brevi non è mai la soluzione al processo verso se stessi.
La vita è comunque sacra anche se alcuni la considerano tale a giorni alterni (vedere caso welby) ma in questo caso vi sono contrapposte sovranità e coscienza, un dualismo che non avrà mai fine.

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